martedì 15 agosto 2017

Poesia: Apparizioni vaghe

Cammino nella sera
ormai Notte
mi perdo
nel Nulla
mi confondo.
All'improvviso
dal Nulla
affiora
una figura.
Lontana
imprecisa.
E tremo.
Parlo al telefono
e vado avanti
per un attimo
mi rassicuro
parlo spensierata.
Ecco la figura
seduta.
La guardo
e ti guardo,
Mi sembra
e non mi sembra
mi sembri
e non mi sembri.
E ti guardo
mi guardi
se sei tu
non ti riconosco
troppo veloce
il passaggio
troppo distratta
dal telefono
troppo buio
ormai
per riconoscerti
troppo tempo
ormai
per aprire
il cuore.

Eppure
mi addoloro
E ti vedo
solo
sofferente.
Ti vedo
e piango
nel cuore
piango
per te



sabato 12 agosto 2017

Poesia: Vane illusioni

Cadùca
la Speranza
di trasformare
il caso in abitudine.

Tuttavia
provo sempre
insisto
cerco...
di intercettare
fortuitamente
giorno  dopo giorno
una regola
una legge
un accenno di ritmo.


Per potermi illudere
forse
di un moto
di una parola.

Invece
ancora una volta
il gioco
diventa un dramma....
e resto ferita
disillusa
vuota

resto
anche oggi
a constatare
l'Indifferrenza. 

mercoledì 9 agosto 2017

Poesia: Solo un attimo

Solo un attimo
è durato
il tuo permanere
da remoto...

nell'istante
ti sei rivelato
nell'istante
sei scomparso
all'Orizzonte
del mio vaneggiare.

Solo un attimo
una breve illusione
mi ha reso
appagata.

martedì 8 agosto 2017

Aspetterò

Aspetterò
una notte
le prime ore
del giorno
Aspetterò
la Speranza
e un tuo Cenno
da lontano
dal Nulla...

Mattina
sera
notte...
nulla cambierà
la mi a Sorte
la mia vana attesa

Richiuderò
mai svelati
i miei sogni
i miei desideri
il mio batticuore.


Mi arrenderò
serena
allo stato
immobile
delle Cose. 

Poesia: Schiavitù

Schiavitù

Cerco nell'etere
la tua presenza.
Vanamente
mi aggiro
nella virtualità.
Abbrevio le distanze
Amplifico l'attesa.
Sperimento
delusa
il Nulla
Dipendo
da un puro meccanismo 

domenica 6 agosto 2017

La Nature estiva tra letteratura e suggestioni



Riporto in questo spazio il mio contributo dal titolo La natura estiva apparso su Il liofante, periodico della Pro Loco di Colli del Tronto, nell'agosto 2015. La versione qui presentata è leggermente modificata rispetto all'originale.

 Le stelle e i paesaggi notturni in generale, al centro dell’attenzione durante i primi dieci giorni di Agosto, costituiscono un argomento ricorrente nella letteratura e nella poesia. Non sono sempre però un elemento del tutto benevolo, né esaudiscono davvero i desideri umani. Lo sapeva bene il nostro conterraneo Giacomo Leopardi che non ritiene affatto che la Natura sia una creatura delicata al servizio dell’uomo. La Natura è indifferente alle vicende umane, talora è addirittura matrigna.  E così molti canti del grande poeta si aprono con uno scenario notturno apparentemente bello, cui segue presto o tardi la constatazione amara dell’indifferenza da parte di questo incanto che è la Natura, alle sofferenze umane: “Placida notte, e verecondo raggio/della cadente luna; … “e il prode ingegno/han la tenaria Diva/ e l’atra notte/, e la silente riva” (versi tratti da “Ultimo canto di Saffo”); “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai/, silenziosa luna?; … “Dimmi, o luna: a che vale/al pastor la sua vita, la vostra a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, /il tuo corso immortale?” (versi tratti da “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”); Quest’indifferenza diventa ancora più palese in una delle Operette morali, “Dialogo della Natura e di un Islandese”.  La Natura dice al suo interlocutore: “ Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, trattone pochissime, sempre ebbi ed ho l’intenzione a tutt’altro che alla felicità degli uomini o all’infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me ne avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente,  se io vi diletto  o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, e non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra  specie, io non me ne avvedrei” .
Buona  o cattiva che sia, la Natura notturna estiva è sempre un incanto da contemplare.
Ad maiora
Filomena Gagliardi

Matura Aestas

L’Anima
arretra
nell’ombra
della Notte.

È sfiorita
l’Estate
come ogni Promessa.

Appaiono
veloci
nel buio
le Stelle.

Dobbiamo
ancora vivere
forse
la parte migliore
della bella Stagione.

Dobbiamo
sognare,
accendere
la Fantasia.

Dobbiamo
consumare
Ardente
il Nostro Desiderio.

È  tempo
Per noi
di amare.

Filomena Gagliardi


















Mostra evento ad Offida, la città del serpente aureo

Fonte: Corriere Adriatico, sabato 5.08.2017

Offida è un delizioso borgo in provincia di Ascoli Piceno. Le sue origini sono antichissime, si pensa risalgano agli Etruschi o ai Romani.
Nel tempo la cittadina si è distinta per le sue personalità di spicco  e per l'attenzione alla cultura.
Tradizione artigianale è quella del merletto realizzato al tombolo.
Recentemente è stata la location dell'ambientazione della fiction di canale 5 "Rimbocchiamoci le maniche", con la Ferilli. Nella fiction si chiamava "Offidella" . 

Per un approfonfimento sulla cittadina rinvia al sito del comune:  http://www.comune.offida.ap.it/