sabato 7 marzo 2015

Disordine interiore (7.03.15)

Disordine interiore (HOMO VIATOR)

Su un foglio sparso
riordino
le idee...

Appunti
di una Vita
Abbozzi
Spunti e Avvii
del Niente.

Ora
all'improvviso
sento
sotto i  piedi
la profonda voragine.

Niente
mi consola
nel caos infinito
nell'oscurità
nella landa deserta
che abito.

venerdì 6 marzo 2015

Poesia (Marzo 2013 e apparsa su Liofante marzo-aprile 2013)


Indifferenza (Vita senza passioni)

 

Respiro
 
nel buio
 
la mia ansia.

 

Non comunico

taccio

mi fermo

 

Sorrido

senza gioia

 

Ascolto

senza interesse

 

Resto Immobile

 

Resto

Io

Incompresa

Senza speranza

Senza luce

 

Opaca

 

Mi attraversa

per un attimo

un arcobaleno

sopravvissuto,

per caso,

ad una Tempesta.

 

Ad maiora

Filo

Filomena Gagliardi

 

 

 

 

Viva le donne: non solo l'8 Marzo

Posto un mio contributo pubblicato nel Marzo 2013 su "Il Liofante" sul rapporto tra donne e politica

La Politica delle Donne 
 
Ci si lamenta oggi del fatto che la società italiana sia ancora troppo maschilista, con ruoli di potere (in politica, in ambito sanitario e accademico) ricoperti per lo più da uomini. 
Le donne, da sempre abituate ad aver a che fare con problemi concreti,come la crescita dei figli, la tutela degli anziani, la cura della casa,  e la gestione dell’economia domestica, saprebbero certamente trasferire le loro competenze pratiche alla prassi politica. 
Pur non costituendo ciò la bacchetta magica a tutti i  problemi della nostra società (non è che una donna sia in quanto tale migliore di un uomo, per questo è opinabile la proposta, per legge, delle “quote rosa”), è evidente che una maggiore partecipazione femminile ai ruoli “di potere” della società, possa costituire l’indice e il termometro dei mutamenti della stessa. 
Al contrario la rigidità e la conservazione, non sono mai buoni per la società stessa, ma nemici costitutivi della stessa.
Ciò venne percepito, già nel IV secolo, dal commediografo greco Aristofane che scrisse “Donne all’assemblea” una divertentissima commedia, piena di battute salaci e mordaci.
A causa della crisi politica e morale dell’attuale società ateniese, le donne decidono, travestendosi da uomini, di occupare il luogo dove Greci si riunivano in assemblea, ovvero la Boule. Esse architettano tutto con maestria e furbizia: per diversi giorni smettono di depilarsi (anche all’epoca le donne sapevano farsi la ceretta!) in modo che l’abbondanza di peli cresciuta sulla loro pelle le renda più credibili e si attaccano delle barbe finte sui volti. Rubano ai loro mariti scarponi e indumenti maschili e, capeggiate da Prassagora,  occupano il “Parlamento”. Riescono così  a far decretare dalla città che il potere passerà nelle loro mani. Il programma politico da loro stilato prevede una diffusione totale della democrazia, che investe ogni aspetto della vita, da quello privato a quello pubblico. Tutto sarà di tutti, ognuno dovrà contribuire economicamente, in modo che poi lo Stato, amministrando questi soldi da tutti versati, possa organizzare pranzi comuni, distribuire terre da coltivare, regolare i matrimoni e la prole. Le donne, infatti, saranno “tutte di tutti”, e anche i figli: non ci sarà più bisogno che un figlio venga riconosciuto come figlio di un tal padre. Lo Stato regolerà anche la gestione dei rapporti sessuali. In merito a quest’ultimo punto si stabilisce, infatti, una singolare regola “democratica ed egualitaria” per cui i giovani debbano avere rapporti prima con le vecchie e poi con le giovani; così le giovani dovranno “accontentare” prima i vecchi, per poi potersi “divertire” con i giovani.
Sebbene la commedia lasci intravedere come, all’atto della realizzazione pratica della democrazia, non manchino mai furbetti che cercano di aggirare la legge, essa certamente lancia un messaggio innovativo ed ironico.
Ironico perché, infine, è giusto riconoscere che una società non cambia automaticamente se si passa da una forma di potere ad un altro; essa cambia solo se cambia l’intimo dell’uomo, il che ai tempi di Aristofane, come ai nostri è davvero difficile.
Tuttavia non per questo non bisogna auspicare che sempre più donne diventino leader della società!
E allora viva le donne!
Un saluto a tutte le donne belle e brutte (ma non esiste donna brutta!) vecchie o giovani, single o sposate, mamme o no che siano!
 
Ad maiora
Filomena Gagliardi 

 

mercoledì 4 marzo 2015


COLORI, SUONI E PASSIONI

 

Bianco e giallo

regnano sui prati

verdeggianti,

argentee le foglie di ulivo

appaiono sotto il sole dorato.

La luce diurna

svela i colori,

il cielo terso

è concerto

di canti:

anticipa le campane

legate

nel Triduo Santo.

Sale dalla Terra

il Profumo della Vita.

In questo Marzo pazzerello

gioco a coprirmi e a scoprirmi

ad andare  e a stare

e la vita

ritorna più vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesia scritta ultimata d'estate (luglio 2010) con uno sguardo ancora al Marzo innevato e capriccioso, talora tiepido


 

Neve sui Monti

 

Neve sui Monti

nell’inverno morente

ancora in vita…

dolce

tenace

soffio di Vita

in me

goccia di eterna crasi

di una purezza

candidamente contaminata

dal desiderio ardente

di Te.

Tepori di fine Marzo…

Rinasce

la mia Castigata Voluttà

Prende le ali del BENE.

Raggiungo in un attimo

la Vetta.

pensiero fugace

Di colpo,, dopo qualche sprazzo di sole, ecco il buio, le nubi, il vento: l'inverno ci ha colti ancora nei primi giorni di marzo. ancora invernali La  natura, ad un tratto, diviene, muta di nuovo. E noi sopportiamo languidi, l'apatia dl risveglio

lunedì 2 marzo 2015

Marzo!

Marzo, mese della Primavera, della Donna, del passaggio dall'inverno alla bella stagione; mese pazzerello, dalle mille contraddizioni un po' come tutti noi uomini!
Vi auguro buon mese a tutti!
Ad maiora
Filomena